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Dal 15 ottobre in tutti i digital store «GIANO BIFRONTE». Nove storie da una città che non ti dice tutto. Il nuovo album del cantastorie genovese THEFT – GIACOMO GRASSO con Fabrizio Repetto

Immagine del redattore: Franco Sainini
Franco Sainini
13 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

Presalva Album: https://frontl.ink/xqbdbr



Genova non si racconta. Si abita.

 

Si abita nei caruggi che non finiscono mai, nelle sirene del porto che segnano le partenze e i ritorni, nei cimiteri dove i marmi parlano, nelle periferie dove la città si dimentica di sé stessa. Si abita nell'infanzia, nell'adolescenza, nell'età adulta — spesso nello stesso vicolo, a distanza di decenni.

 

«Giano Bifronte», il nuovo album di THEFT – Giacomo Grasso con la collaborazione di Fabrizio Repetto ai fiati, è tutto questo: nove racconti che attraversano Genova e le stagioni di una vita, dalle partenze del porto di Ponte Parodi alle sculture del Cimitero Monumentale di Staglieno, dalla spiaggia di Multedo ai grandi complessi di edilizia popolare di Begato. Uno sguardo doppio — come il Giano Romano che dà il titolo al disco — capace di tenere insieme passato e presente, tradizione e avanguardia elettronica, intimismo poetico e paesaggio urbano.

 

Dal 15 ottobre in tutti i digital store, per Terzo Millennio Records.

 

NOVE BRANI, NOVE STORIE

 

"Sirenee Foranee 1909/1922" apre il disco con una storia di migrazione, lontananza e ritorno. Le sirene non sono le creature della mitologia, ma quelle delle pilotine che accompagnano le grandi navi dentro e fuori dal porto. Nel 1909 il giovane Giuseppe parte da Ponte Parodi verso Buenos Aires in cerca di un futuro, lasciando famiglia, amici, casa e amore. Tornerà a Genova nel 1922, trovando una città e un mondo profondamente cambiati. Musicalmente il brano unisce cori mediorientali, bouzouki greco, mandolino napoletano ed elettronica minimale.

 

Con "Don Chisciotte el amor nunca muere", Cervantes entra nel presente. Don Chisciotte viene riportato in vita dagli ultimi sognatori del nostro tempo: i mulini diventano pale eoliche e la sua battaglia è quella di chi continua a schierarsi dalla parte dei più deboli, dei diversi e degli emarginati. Al centro, l'amore come forza che spinge ancora a combattere.

 

"Curve cieche il fischio del vento" torna all'infanzia di Grasso e al ricordo di Dafne, una ragazza conosciuta nei vicoli di Genova quando aveva sette anni e poi improvvisamente scomparsa. Le "curve cieche", quei punti in cui la strada impedisce di vedere cosa ci sia oltre, diventano metafora della perdita e di un ricordo rimasto sospeso per quasi cinquant'anni.

 

"Hikikomori evaporati" porta il racconto nella Begato contemporanea. Il protagonista vive tra i grandi complessi di edilizia popolare, i LED e i pixel dei monitor, mentre sogna di tornare alla Begato della propria infanzia, alle feste della parrocchia, agli amici e alle cose semplici. Un brano sull'isolamento e sulla pressione sociale, dominato da elettronica minimale, sequenze e sintetizzatori, fino all'apparizione di una chitarra acustica come piccolo segnale di speranza.

 

Con "Nuvole avvolte a volte" torna il bisogno di sognare. Le forme mutevoli delle nuvole diventano lo spazio nel quale la mente può continuare a inventare immagini e mondi, come accadeva durante l'infanzia. Una parentesi sospesa dalle sonorità indie/noise, attraversata dai sequencer filtrati tipici della ricerca sonora di THEFT.

 

"Astri-maree canone" è il brano strumentale nato da un'idea di Fabrizio Repetto. Astri, maree, magnetismo e forze invisibili vengono tradotti in musica attraverso sovrapposizioni di differenti clarinetti, loop e un drone generato dai sintetizzatori. Il crescendo si svuota fino a lasciare spazio a un solo malinconico di clarinetto, prima della lenta conclusione.

 

"La ragazza dissolvenza l'angelo Oneto" nasce al Cimitero Monumentale di Staglieno e da un ricordo dell'adolescenza di Grasso, quando trascorreva i pomeriggi a disegnare le sculture in marmo e bronzo. L'incontro con l'Angelo Oneto di Monteverde dà origine a un impossibile dialogo tra un ragazzo e una figura scolpita, tra attrazione, paura e immaginazione. Elettronica manipolata, chitarre, loop, synth e filtri accompagnano il racconto.

 

In "Mare di stelle l'ascesa", la spiaggia di Multedo diventa il luogo di una promessa mai realizzata: portare la madre, durante la malattia, a vedere il mare e i tramonti tante volte raccontati. Dopo la sua prematura scomparsa rimangono le luci della città e del porto riflesse sull'acqua, un personale "mare di stelle" che guarda verso il cielo. Chitarra classica, contrabbasso, battiti cardiaci e sonorità ambient costruiscono uno dei momenti più intimi del disco.

 

Chiude "Lascia che si rompa io sono un cane", un omaggio poetico a tutti i cani che hanno attraversato la vita di Giacomo Grasso. Una traccia viscerale, costruita su suoni gravi e ritmiche cadenzate quasi come una litania, nella quale sintetizzatori, chitarre acustiche e manipolazione sonora accompagnano un crescendo emotivo.

 

Nove storie che nascono da una città sola: Genova. Ma che parlano a chiunque abbia mai perso qualcuno, sognato da bambino, combattuto una battaglia impossibile o guardato il mare aspettando che tornasse qualcuno. «Giano Bifronte» non è semplicemente una raccolta di canzoni: è un atlante emotivo di luoghi, ricordi ed età diverse, dove infanzia, adolescenza ed età adulta si intrecciano fino a diventare un unico percorso.

 

Sul piano musicale, la stessa natura bifronte emerge dall'incontro tra strumenti tradizionali ed etnici, corde e fiati, sintetizzatori ed elettronica. Grasso firma testi, musiche, arrangiamenti, mix e mastering, oltre a voce, strumenti a corda, sintetizzatori e programmazione; Fabrizio Repetto interviene ai fiati.

 

THEFT – GIACOMO GRASSO

Giacomo Grasso nasce a Genova il 21 marzo 1972. Grafico, designer, musicista, videomaker e formatore certificato Steinberg e Presonus, ha lavorato per Sony, Apple, Roland e Steinberg e ha tenuto lezioni sulle nuove tecnologie al Conservatorio di Genova e in studi di registrazione di tutta Italia.

 

Suona basso, contrabbasso, chitarra acustica ed elettrica, mandolino, bouzouki greco, ukulele; usa sintetizzatori e theremin e manipola il suono in modo del tutto autonomo attraverso hardware e software.

 

Si è esibito in Italia, Francia, Germania e Svizzera, con live in location come il Teatro della Corte di Genova, le Cisterne del Palazzo Ducale, il Museo d'Arte Moderna Villa Croce e il festival Diffrazioni di Firenze. Dopo anni di sperimentazione sonora e visiva – con i progetti multimediali De Humani Corporis Musica e Glitch the Rib, entrambi realizzati con Fabrizio Repetto – nel 2021 torna alla forma canzone con i singoli "Cometa" e "49 Falene", entrambi oltre 30.000 visualizzazioni in meno di un mese. Nel 2022 viene incluso nella compilation di Rock Targato Italia e pubblica l'EP Rivalsa. Nel 2023 esce un libro di poesie illustrato da lui stesso per Susil Edizioni. Nel luglio 2026 pubblica il singolo "Curve Cieche", seguito a settembre dello stesso anno da "Don Chisciotte el amor nunca muere".

 

Preferisce definirsi cantastorie, non cantautore. La differenza, per lui, conta.

 

Per ulteriori informazioni, interviste o richieste di immagini, contattare:

 

Le foto di Giacomo Grasso e Fabrizio Repetto sono di Fulvia Fumagalli.

 

 

Nel web:








FRANCO SAININI

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